Nel ‘500, i Tiepolo, nobile e potente famiglia veneziana che alla
Serenissima
ha dato due
dogi, un
patriarca,
podestà, principi e regine,
possedevano sul fiume Melma, nei pressi del
Castello di Carbonera, ad est di
Treviso, un impianto di battirame. Alla fine del secolo
Almorò Tiepolo,
procuratore di San Marco
e senatore della Repubblica, sull’antico impianto
del
Castello fece edificare la propria dimora di campagna.
Già probabile
Castelliere Paleoveneto
e successivamente
castrum romano, il
luogo dove sorge la villa e il suo parco é in realtà un antichissimo
punto
cospicuo di pianura (
cardo) ancora ben leggibile grazie alla straordinaria
prospettiva frontale di due chilometri e mezzo da cui si traguardano, a
nord, le Dolomiti sovrastanti la città di Belluno.
In epoca napoleonica
la Villa passò alla nobile famiglia dei
Valier e, nella prima metà dell'800,
sempre per vie parentali, ai Conti
Passi di Preposulo, antica famiglia
bergamasca la cui storia conosciuta risale al primo millennio (973),
amministratori di Bergamo, diretti interlocutori dell’imperatore,
poi sempre
fedeli a Venezia.
Costruita in stile
veneziano barocco, la villa di
Carbonera venne, nei secoli, accresciuta e impreziosita. Sulla facciata
caratterizzata da un grande timpano settecentesco, il piano nobile s’
identifica con una trifora centrale a poggiolo e altri due poggioli per
lato; all'interno, soffitti alla sansovina, teste in chiave d'arco, stucchi
veneziani; nel salone centrale, così come ai piani nobili delle barchesse,
affreschi di
Antonio Cerva Bolognese (1675).
All'esterno grande
"
selese" con statue di Giuseppe Bernardi, detto il
Torretto,
maestro di
Antonio Canova;
giardino all'italiana al centro con fontana e
peschiera e
parco romantico ai lati con montagnole, grotte e alberi
secolari.
Sul retro, tangenti il rio Piovensan che chiude la villa sul lato nord,
troviamo le pertinenze: scuderie, rimesse, granai, cantine. Sul lato sud-est
del giardino cappella gentilizia con campanile con orologio sormontato da una
cupola: edificato nel 1774, affrescato da
Gian Battista Canal e dedicato alla
Madonna del Rosario, Papa Pio
VI concesse al piccolo oratorio l’indulgenza plenaria.
Oggi Villa Tiepolo Passi
è residenza della famiglia Passi, sede di un’azienda agricola e di altre
attività; accoglie visite ed eventi culturali.