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San Marco, il Leone e il Bocolo

25 Aprile 2021

A Venezia, il 25 aprile, si festeggia San Marco, protettore della città. Inviato da Pietro e Paolo, Marco iniziò il suo percorso di evangelizzazione ad Aquileia, per approdare in seguito nelle Lagune della futura Venezia e infine ad Alessandria d'Egitto, dove divenne vescovo e morì. Si narra che durante un viaggio per mare verso Ravenna l'evangelista naufragò su un isolotto e, da svenuto, gli apparve un angelo che gli disse "Pax tibi Marce evangelista meus. Hic requiescer corpus tuum", Pace a te Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo. In quelle lagune le sue spoglie avrebbero trovato un giorno pace e venerazione.
Furono due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello che, nascoste sotto un carico di carne suina, immonda per i doganieri mussulmani, trasportarono le spoglie di San Marco dall'Egitto a Venezia, dove l'evangelista venne accolto trionfalmente dal doge e dalla popolazione. Non prima però di una sosta, a causa di una tempesta, a Cropani, in Calabria. Aiutati dalla popolazione locale i due mercanti, per sdebitarsi, donarono alla città una rotula di San Marco ed è per questo che a Cropani, sul portale della chiesa di Santa Lucia, dove tuttora si trova la reliquia del santo, troviamo il simbolo del paese (tre fiori stilizzati) e il Leone di San Marco, a riprova di un antico legame tra Calabria e Veneto, uniti per sempre per volere divino.

Il leone alato, la sua aureola, il libro aperto con la profezia dell'angelo e la spada significano maestà e potenza, elevazione spirituale, santità e pietà religiosa, grandezza dello Stato e giustizia, pace e forza militare, insomma, ritroviamo tutti i simboli della grandezza della Repubblica Serenissima.

Nel giorno di San Marco, a Venezia, si celebra anch un'altra tradizione: ogni innamorato regala alla sua bella un bocolo, un bocciolo di rosa rossa, simbolo di amore eterno. La leggenda narra che Tancredi, un ragazzo del popolo, un trovatore, per acquisire meriti e gloria al fine di poter chiedere la mano di Vulcana, figlia del doge Partecipatio, andò in guerra contro i mori di Spagna, ma cadde in battaglia e, morendo, in estremo colse un fiore bagnato del proprio sangue e pregò l'amico Orlando di portarlo all'amata. La quale, dopo averlo ricevuto nel giorno di San Marco, morì di crepacuore quella stessa notte.

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